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Zara: turismo, storia e natura.

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Zara è una città croata della Dalmazia, che si affaccia sul Mar Adriatico. Il Patrimonio artistico, storico e culturale della città dispone di diversi motivi d'interesse
: La cattedrale di Sant'Anastasia fondata nel secolo IX, è un pregevole esempio del romanico italiano, di stile pisano-pugliese e in luminosa pietra d'Istria; è la chiesa più monumentale di Zara ed è considerata una delle più belle della Dalmazia. La chiesa di San Donato (Sveti Donat) è uno dei più illustri monumenti bizantini della Dalmazia. Costruita all'inizio del secolo IX direttamente sul selciato del foro romano, è un solenne edificio a pianta circolare con tre caratteristiche absidi radiate che fu probabilmente modellato sulla pianta della Basilica di San Vitale di Ravenna; oggi è un auditorium apprezzato per la sua acustica ed ospita svariate serate musicali. L'esterno è pressoché privo di aperture ed i muri perimetrali sono rafforzati da lesene che formano delle altissime arcatelle cieche. Il pavimento è formato da pietroni rettangolari con andamento obliquo rispetto all'asse della chiesa: si tratta del lastricato romano del foro, sul quale sono stati poggiati direttamente i muri portanti della chiesa. Per la costruzione di San Donato vennero parimenti impiegati frammenti architettonici romani (trabeazioni, lapidi,colonne). L'area dell'antico Foro romano di Jadera si stende fra le chiese di San Donato e Santa Maria ed occupa un vasto piazzale irregolare, spianato dai bombardamenti del 1943-44. Del Foro originario, che aveva un'estensione di 90 metri per 45 ed era chiuso su tre lati da un sontuoso portico ornato di statue, non rimangono che pochi avanzi, frammisti a materiali provenienti dalla spoliazione di altri siti. In particolare sono ancora visibili la pavimentazione lastricata del Foro, la scalinata di accesso al portico e le pareti del tabernacolo, nonché l'architrave della porta di Asseria, urne, sarcofagi ed iscrizioni varie. Delle due monumentali colonne corinzie (alte 14 metri) che erano poste all'ingresso dello spazio rialzato ove sorgeva il tempio ne rimane una, che fu utilizzata fino al 1840 come colonna infame (sul fusto sono ancora visibili le catene di chi veniva messo alla berlina). Sulla piazza del Foro si affaccia anche la chiesetta medioevale di Sant'Elia, rimaneggiata in forme barocche nel 1773. La chiesa ortodossa ha un grazioso campanile e conserva al suo interno una preziosa collezione di icone dei secoli XVI-XVIII. La chiesa di San Simeone, già di Santo Stefano, risale al secolo XII, venne completamente rifatta nel 1632 per ospitarvi le reliquie del santo. È nota per la preziosa arca di San Simeone, un capolavoro dell'oreficeria medioevale eseguita da Francesco di Antonio da Sesto. La chiesa di Santa Maria fu fondata nel 1066 con l'annesso convento benedettino dalla nobildonna croata Čika, cugina del re croato Petar Krešimir IV. Rifatta a partire dal XV secolo nelle forme del Rinascimento veneziano, presenta una graziosa facciata trilobata in pietra d'Istria, secondo lo stile dalmata; delle forme precedenti rimangono due finestre ogivali; l'interno fu rivestito di stucchi barocchi. Sul fianco sinistro della chiesa è il bel campanile romanico lombardo, a due piani di bifore doppie e con quadrifore nella cella campanaria. Nel 1967 fu allestita, nel convento ricostruito, una mostra permanente di arte sacra chiamata "Ori e argenti di Zara". Si tratta di un vero e proprio museo in cui sono conservate preziose opere di oreficeria, scultura e pittura dei secoli VII-XVIII. La chiesa di San Grisogono, una delle più antiche di Zara, fu costruita nel secolo VI sul sito di un antico mercato romano. Rifatta nell'890, la chiesa fu nuovamente ricostruita in belle fogge romaniche lombarde nel corso del secolo XII, In epoca barocca venne ritoccata, mentre durante la seconda guerra mondiale venne distrutto l'attiguo convento, che era stato già soppresso nel 1807, in epoca napoleonica. Esternamente alla chiesa sono visibili le tre belle absidi semicircolari, delle quali quella centrale presenta un'elegante galleria aperta ed in basso archetti falcati che poggiano alternativamente su mezze colonne e mensoline. L'interno della chiesa ospita antiche colonne corinzie, provenienti dal vicino Foro, nonché tracce di antichi affreschi del secolo XIV. Praticamente nulla è rimasto dei baluardi difensivi della Jadera romana, mentre la città come appare oggi conserva ancora parte delle fortificazioni veneziane erette per difendere la capitale della Dalmazia dalle incursioni dei turchi. Tra il XV ed il XVI secolo la Serenissima dotò Zara di una possente cinta di mura, che rimase intatta per molti secoli finché in epoca austriaca fu destinata a passeggiata, mentre i bastioni del lato verso il mare vennero demoliti per permettere la costruzione di palazzi con affaccio diretto sulla Riva. La possente Porta Terraferma, eretta nel 1543 su disegno di Michele Sammicheli, è il più bel monumento rinascimentale di Zara. La porta, a tre fornici di ordine dorico, divide il centro storico dalla grande fortezza esterna. Sopra il fornice centrale, all'esterno, è visibile San Grisogono a cavallo e, al di sopra, un possente leone di San Marco, scalpellato da manifestanti jugoslavi ai tempi della questione di Trieste e solo recentemente restaurato grazie ai finanziamenti del Governo italiano. La fortezza esterna, costruita nel 1560 nel sito in cui sorgeva il primo insediamento della città ed in epoca romana l'anfiteatro, è oggi destinata a parco pubblico. La porta era un tempo munita di un ponte levatoio che sovrastava il fossato posto intorno alle mura. Di tale fossato, parzialmente interrato nel 1875, non rimane che il Porto Piccolo o Fossa. Di minori dimensioni è la Porta Marina, situata di fronte al porto e compiuta nel 1573 con materiali di reimpiego. Il lato interno ingloba frammenti di un arco romano fatto innalzare da Melia Anniana in onore del marito Lepicio Basso, mentre sul lato esterno era presente l'immancabile Leone di San Marco (scalpellato anch'esso dagli jugoslavi negli anni cinquanta) mentre si possono ancora notare lo stemma zaratino ed una lapide che commemora la vittoria sui Turchi a Lepanto.
Letto 991 volte Ultima modifica il Venerdì, 21 Novembre 2014 09:55
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